copertina Rifugio Casari ai Piani d'Artavaggio da Pizzino
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Rifugio Casari ai Piani d’Artavaggio da Pizzino

Pizzino è una delle frazioni più suggestive della Val Taleggio: un borgo antico aggrappato a uno sperone roccioso a quasi mille metri di quota, circondato da pascoli e boschi che odorano di resina e fieno. Da qui parte uno degli accessi più solitari e meno frequentati ai Piani d’Artavaggio, un altopiano prealpi­no sospeso tra la provincia di Bergamo e quella di Lecco, a cavallo tra due mondi. Il percorso sale lungo Via Bonetto su strada agro-silvo-pastorale, attraversa la località Bonetto e si addentra poi in una successione di alpeggi ancora vivi — Cantoldo, Saltarino, Piazza dei Cavalli — prima di sbucare sul pianoro aperto dominato dal profilo del Monte Sodadura (2010 m) e dalla sagoma appuntita della Cima di Piazzo (2057 m). La meta è il Rifugio Casari, aperto tutto l’anno a 1638 metri, con la sua terrazza soleggiata e la cucina di montagna che sa il fatto suo. Il percorso non nasconde difficoltà tecniche ma richiede gambe e fiato: 650 metri di dislivello, un buon paio di scarpe e la voglia di guadagnarsi il panorama passo dopo passo.

PARTENZA

Pizzino (BG)

LUNGHEZZA A/R

15 chilometri

DISLIVELLO

650 metri

GIRO AD ANELLO

No

IMPEGNO

3/5

PANORAMA

4/5

TEMPO PREVISTO A/R

4-5 ore

FREQUENTAZIONE

2/5

PUNTI DI RISTORO

Rifugio Casari

COME ARRIVARE

Punto di Partenza

Giunti a Pizzino (985 m slm), poco prima di entrare in paese si trova la colonnina per il pagamento del pedaggio stradale: 3 euro al giorno nel 2026, pagabile sia in contanti che con carta. Chi preferisce può lasciare l’auto gratuitamente in paese, ma in questo caso l’escursione si allunga di circa 200 metri di dislivello aggiuntivi.

Pagato il ticket si percorre in auto Via Arighiglio in salita per poco più di un chilometro, fino all’incrocio con Via Bonetto. Il parcheggio si trova in prossimità di questo bivio (nei pressi di un edificio semi-abbandonato) oppure al tornante precedente, circa 50 metri prima del bivio.

📍 Colonnina pagamento: 45.900092, 9.567044

📍 Parcheggio consigliato: 45.905546, 9.564880 (circa 1050 m slm)

⚠ Lungo Via Bonetto esistono pochissimi posti auto non segnalati, con divieto di sosta al termine della strada. Meglio attenersi ai punti indicati sopra per evitare sorprese.


IL PERCORSO

Salita

  • Dal parcheggio si imbocca Via Bonetto in salita su asfalto. La strada è relativamente stretta ma percorribile e alterna brevi rampe a tratti quasi pianeggianti. Dopo circa 1,5 km l’asfalto finisce in località Bonetto, dove una sbarra blocca il traffico veicolare non autorizzato.
  • Superata la sbarra, la strada diventa sterrata e scende leggermente prima di riprendere quota con decisione. Si incontrano alcuni strappi piuttosto ripidi inframmezzati da tratti più comodi: è il momento di trovare il proprio ritmo. Il bosco di latifoglie tiene compagnia per buona parte di questa sezione.
  • Al primo bivio si tiene la sinistra sulla strada principale, che scende brevemente per poi rialzarsi verso nord. Si attraversano in sequenza gli alpeggi di CantoldoSaltarino e infine Piazza dei Cavalli, malga ancora attiva in estate: non è raro incontrare mandrie al pascolo libero tra le baite.
  • L’ultimo strappo porta all’imponente struttura dell’ex Albergo Sciatori (1644 m), ormai in disuso ma riconoscibile da lontano per la sua mole. Nei pressi si trova anche una piccola cappelletta: segnale che i Piani d’Artavaggio sono finalmente raggiunti.
  • Dai cartelli segnavia si segue l’indicazione per il Rifugio Casari: pochi minuti di cammino sul pianoro erboso e il rifugio è lì, con la sua terrazza soleggiata e il panorama sul Resegone, il Monte Sodadura e il Cancervo che ricompensano ogni metro di fatica.

Discesa — stessa via dell’andata

  • La discesa ripercorre l’itinerario di salita. La strada sterrata nella parte alta è scivolosa dopo piogge recenti o in presenza di fango agli alpeggi: scarpe con buon grip sono consigliate anche in condizioni apparentemente favorevoli.
  • In inverno il tratto tra Bonetto e Piazza dei Cavalli può richiedere ramponi o ramponcini in caso di neve ghiacciata. La gita è comunque praticabile nella stagione fredda con le dovute attenzioni — ed è uno dei motivi per cui questo percorso merita una visita in più stagioni.


NOTE PRATICHE

• Acqua potabile non disponibile lungo il percorso

• Il Rifugio Casari (tel. 0341 996552) è aperto tutto l’anno — verificare comunque prima di partire, specialmente in settimana o in bassa stagione.

• Con un piccolo allungamento si raggiunge il Rifugio Sassi Castelli (1647 m), a pochi minuti dal Casari sul pianoro.

• Proseguendo in direzione nord per circa un’ora si arriva al Rifugio Nicola (1890 m) e, da lì, all’anticima del Monte Sodadura (2010 m) con una salita breve ma soddisfacente.

• Il percorso è poco frequentato rispetto agli accessi da Moggio: aspettatevi silenzio e natura autentica per la maggior parte del tragitto.

• La strada a pedaggio è attiva da metà aprile circa. In inverno o primo autunno la colonnina potrebbe essere fuori servizio e il traffico sull’asfalto soggetto a limitazioni per neve e ghiaccio.


MAPPA E TRACCIA GPS


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