Zecche in montagna: tutto quello che deve sapere un escursionista

Riconoscerle, prevenirle, rimuoverle — guida pratica aggiornata per chi frequenta boschi e sentieri alpini

Le zecche sono ospiti silenziosi dei nostri sentieri preferiti. Non saltano, non volano, non fanno rumore: semplicemente aspettano su un filo d’erba o un ramo basso, aggrappandosi al primo passante a sangue caldo.
Per chi frequenta boschi e pascoli alpini — soprattutto nelle aree del Trentino-Alto Adige, del Friuli, delle Dolomiti e delle Orobie— conoscerle non è paranoia, è buon senso.
Questa guida raccoglie tutto quello che serve davvero sapere: chi sono, cosa trasmettono, come tenerle alla larga e cosa fare se ne trovi una sulla pelle.

Scheda naturalistica

Cosa sono le zecche e dove vivono in montagna

Le zecche non sono insetti: appartengono alla classe degli aracnidi, la stessa di ragni e scorpioni. In Italia la specie più diffusa e più rilevante dal punto di vista sanitario è Ixodes ricinus, comunemente chiamata zecca dei boschi. È presente in tutta la fascia collinare e montana, con una preferenza per ambienti umidi e ombrosi: sottobosco, margini di sentiero, pascoli con erba alta, muretti a secco.

Un dato che sorprende molti escursionisti: il cambiamento climatico sta spingendo le zecche a quote sempre più elevate. Fino a qualche anno fa erano rare sopra i 1.000 metri. Oggi vengono segnalate con regolarità fino a 2.000 metri, e il loro periodo di attività si è allungato: non più solo primavera-estate, ma già da marzo fino a novembre inoltrato, con picchi di densità in aprile-giugno e poi di nuovo a settembre.


Il ciclo vitale

Per capire il rischio è utile conoscere il ciclo vitale: la zecca attraversa tre stadi prima di diventare adulta, e in ognuno di essi ha bisogno di un pasto di sangue.

🥚 Uovo

La femmina deposita fino a 2.000 uova tra l’erba e il suolo umido. Non ancora un pericolo per l’uomo.

🦟 Larva (6 zampe)

Piccolissima (meno di 1 mm), si nutre su piccoli roditori. Può già acquisire agenti patogeni.

⚠️ Ninfa (8 zampe)

Stadio più pericoloso per l’uomo: è grande come un seme di papavero (1–2,5 mm), quasi invisibile, e spesso infetta.

🔴 Adulto (8 zampe)

La femmina adulta può raggiungere i 3–5 mm a digiuno e gonfiarsi fino a 1 cm dopo il pasto di sangue.


La ninfa è lo stadio statisticamente più insidioso: è abbastanza piccola da sfuggire ai controlli visivi frettolosi, ma già pienamente in grado di trasmettere infezioni. Non dimenticare di controllarti attentamente.


Rischi Sanitari

Quali malattie trasmettono le zecche in Italia

Non tutte le zecche sono infette, e non ogni morso porta a una malattia. Tuttavia alcune patologie trasmesse dalle zecche sono potenzialmente gravi, soprattutto se non riconosciute in tempo. In Italia le più rilevanti sono tre.

🦠 Malattia di Lyme (Borreliosi)

È la più diffusa in Europa. È causata dal batterio Borrelia burgdorferi, trasmesso dopo circa 24–48 ore di attaccamento della zecca. Il segnale d’allarme più caratteristico è l’eritema migrante: una macchia rossa a cerchi concentrici che si allarga progressivamente dal punto del morso, comparsa 1–5 settimane dopo la puntura. Non è sempre presente, ma quando c’è è quasi diagnostica.

Fase iniziale: febbre, stanchezza, dolori muscolari e articolari
Fase tardiva (se non curata): complicanze neurologiche, cardiache, artrite cronica
Terapia: antibiotici, efficaci soprattutto se iniziati precocemente
Vaccino: non disponibile per l’uomo (in Europa)

🧠 Encefalite da zecca (TBE — Tick-Borne Encephalitis)

È una malattia virale che colpisce il sistema nervoso centrale. A differenza della Lyme, il virus può essere trasmesso anche in pochi minuti dal morso. Nelle province di Belluno, Bolzano e Trento l’incidenza è tra le più alte d’Italia. L’andamento è bifasico:

Prima fase (7–10 giorni dal morso): sintomi simil-influenzali, poi apparente miglioramento
Seconda fase (nel 20–30% dei casi): febbre alta, forte cefalea, meningite, encefalite
Terapia: solo sintomatica, non esistono antivirali specifici
Vaccino disponibile e efficace — in alcune regioni (FVG, Trentino) gratuito per i residenti

🔬 Altre infezioni emergenti

Meno frequenti ma in aumento, soprattutto nel nord-est Italia:

Anaplasmosi (già Ehrlichiosi): febbre e sintomi influenzali, spesso sottostimata
Babesiosi: parassitosi dei globuli rossi, più grave negli immunodepressi

⚠️ Importante

Il morso di zecca è indolore perché l’animale inocula sostanze anestetiche con la saliva. Spesso non ci si accorge di essere stati punti. Questo rende i controlli post-escursione ancora più essenziali.


Prima di partire

Come vestirsi per proteggersi dalle zecche

L’abbigliamento è la prima linea di difesa, ed è completamente gratuita. L’obiettivo è creare una barriera fisica che rallenti o impedisca alle zecche di raggiungere la pelle. Alcuni accorgimenti sembrano banali, ma fanno una differenza concreta.

🪨Non sedersi sull’erba o sui muretti in pietra — usa sempre un telo impermeabile o siediti su superfici dure durante le pause.

👕Maniche lunghe — anche in estate, nei tratti di sentiero con vegetazione fitta. Un tessuto tecnico leggero non pesa e protegge.

👖Pantaloni lunghi — meglio se con gambe strette o elastico alla caviglia. I pantaloni da trekking convertibili (con zip a metà coscia) sono pratici ma lasciano le gambe scoperte proprio nel tratto più a rischio.

🧦Calze alte e pantaloni infilati nelle calze — il gesto che fa più differenza in assoluto. Le zecche risalgono dalle caviglie verso l’interno; bloccarle qui ferma il percorso. Visivamente non è elegante, ma è efficace.

👟Scarpe chiuse e alte — scarponcini da trekking ideali. Sandali e scarpe basse sono da evitare in ambienti boschivi.

🎨Colori chiari — non impediscono il morso, ma permettono di individuare le zecche in movimento sull’abbigliamento prima che raggiungano la pelle.

🚶Cammina al centro del sentiero — evita il contatto con erba alta, arbusti e felci ai lati. Le zecche non saltano: aspettano in posizione di “questing” con le zampe anteriori tese, agganciandosi al primo contatto.

Protezione chimica

Quali repellenti usare contro le zecche

I repellenti non uccidono le zecche ma le allontanano, interferendo con i loro sensori olfattivi. Esistono principi attivi con efficacia e profili di sicurezza molto diversi. Per le zecche — a differenza delle zanzare — la scelta del principio attivo giusto è ancora più importante.

PRINCIPIO ATTIVO

EFFICACIA ZECCHE

DURATA

NOTE

DEET (20–30%)
★ Prima scelta

Alta

3–5 ore

Il più testato. Può danneggiare plastica e fibre sintetiche. Sconsigliato sotto i 12 anni e in gravidanza ad alte concentrazioni.

Icaridina / Picaridina (20%)
★ Prima scelta

Alta

fino a 12 ore

Efficacia paragonabile al DEET, non degrada la plastica, inodore. Ammesso da 2 anni. Ottima alternativa per chi fa escursioni lunghe.

IR3535

Media

4–8 ore

Buon profilo di sicurezza, eccellente per pelli sensibili. Meno efficace contro le zecche rispetto a DEET e icaridina.

PMD (estratto eucalipto limone)

Discreta

variabile

Il più efficace tra i naturali, riconosciuto anche dal CDC americano. Non usare nei bambini sotto i 3 anni.

Citronella, olio di neem, altri oli naturali

Bassa

30–60 min

Scarsa persistenza. Non raccomandati come protezione primaria contro le zecche in ambienti ad alto rischio.

Permetrina (solo su tessuti)

Molto alta

settimane

Non si applica sulla pelle. Tratta abbigliamento, calze e attrezzatura. Insetticida vero e proprio: le zecche muoiono al contatto. Prodotto professionale, acquistabile in farmacia o negozi outdoor.

La combinazione più efficace per chi frequenta abitualmente zone boschive alpine è abbigliamento trattato con permetrina + repellente cutaneo a base di icaridina al 20%. La permetrina sui tessuti blocca le zecche prima che raggiungano la pelle; l’icaridina protegge le parti scoperte e ha una lunga durata senza deteriorare i materiali dell’equipaggiamento.

⚠️ RICORDA

 i repellenti vanno applicati sulle parti scoperte e sull’esterno degli indumenti, mai sulla pelle sotto i vestiti né su ferite o mucose. Dopo ogni applicazione, lavati le mani.




Al rientro a casa

Come controllare il corpo dopo un’escursione

Anche con abbigliamento corretto e repellente, un’ispezione accurata al rientro è irrinunciabile. Le zecche impiegano tempo a trovare un punto di attacco definitivo: il controllo nel giro di 2–3 ore dal rientro permette spesso di rimuoverle prima che abbiano iniziato il pasto.

Le zone preferite dalle zecche sul corpo umano — calde e umide — sono:

  • 🦵Incavo del ginocchio e parte interna delle cosce
  • 💪Incavo del gomito e ascella
  • 🦶Caviglie e zone tra le dita dei piedi
  • 🩲Zona inguinale e glutei
  • 👂Dietro le orecchie e attaccatura dei capelli
  • 🔎Ombelico e zona addominale (zone spesso dimenticate)

Se sei particolarmente peloso il controllo richiede più attenzione e magari una seconda persona che aiuti. Metti i vestiti direttamente in lavatrice a 60° al rientro: le zecche eventualmente rimaste sui tessuti non sopravvivono al calore.




Se trovi una zecca

Come rimuovere una zecca in modo corretto

Anche con abbigliamento corretto e repellente, un’ispezione accurata al rientro è irrinunciabile. Le zecche impiegano tempo a trovare un punto di attacco definitivo: il controllo nel giro di 2–3 ore dal rientro permette spesso di rimuoverle prima che abbiano iniziato il pasto.

  1. Usa una pinzetta a punta fine (o un apposito uncino rimuovi-zecche, reperibile in farmacia). Non usare le dita nude.
  2. Afferra la zecca il più vicino possibile alla pelle, agganciando il capo e non l’addome gonfio. Un’azione sull’addome rischia di iniettare il contenuto intestinale nella ferita.
  3. Tira lentamente e verticalmente, con fermezza ma senza strappi bruschi né movimenti rotatori. L’obiettivo è estrarre il rostro (la parte conficcata nella pelle) intatto.
  4. Disinfetta la zona con un antisettico comune (clorexidina o alcol isopropilico).
  5. Annota data e posizione sul corpo e conserva la zecca in un sacchettino (o su un pezzo di scotch) per mostrarla al medico in caso di sintomi nelle settimane successive.
  6. Monitora i giorni successivi: se compare un arrossamento a cerchi concentrici, febbre, stanchezza intensa o sintomi influenzali senza causa evidente, contatta il medico specificando la puntura di zecca.
Rimozione corretta di una zecca, consigli e cosa evitare
⚠️ Da non fare mai!

 non bruciare la zecca con un fiammifero, non applicare alcol o acetone prima della rimozione, non schiacciarla né torcerla. Questi metodi possono causare un rigurgito del contenuto gastrico della zecca direttamente nella ferita, aumentando il rischio di infezione.

E se il rostro rimane nella pelle?

Se durante la rimozione rimane un frammento, non agitarti: il corpo espellerà autonomamente i resti, come avviene con qualsiasi corpo estraneo. Pulisci bene la zona, tieni d’occhio eventuali infiammazioni e consulta il medico se si forma un nodulo persistente.

Vale la pena fare il vaccino per la TBE?

Se frequenti regolarmente boschi e sentieri alpini nelle province di Bolzano, Trento, Belluno o Udine, la risposta è quasi sempre sì. Il vaccino contro la TBE è sicuro, efficace e in alcune regioni gratuito per i residenti. Si somministra in tre dosi (il ciclo primario idealmente in autunno-inverno, per essere coperti prima della stagione primaverile), con richiami periodici. Parlane con il tuo medico di base.

⚠️ Promemoria per l’escursionista

• Porta sempre una pinzetta a punta fine nello zaino — è leggera e può fare la differenza

• In estate nelle Alpi orientali, tratta i pantaloni con permetrina prima di partire per uscite lunghe

• Controlla anche il cane al rientro: può trasportare zecche senza essere morso, lasciandole cadere in casa

• Il vaccino anti-TBE non protegge dalla malattia di Lyme: le due prevenzioni sono complementari

• Non rimandare la visita medica se compaiono sintomi nelle 4–6 settimane successive a una puntura