Roda De Vael salendo al Rifugio Antermoia
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Rifugio Antermoia da Fontanazzo per la Val di Dona

Ci sono escursioni che si fanno e poi si dimenticano. E poi c’è il Rifugio Antermoia da Fontanazzo, un itinerario che invece si porta dentro per un bel po’.
Non è una passeggiata: con i suoi 1300 metri di dislivello e 21,5 chilometri complessivi è uno dei rifugi più impegnativi dell’intera Val di Fassa, da affrontare solo con buona preparazione fisica e una giornata lunga davanti. Ma la ricompensa è proporzionata alla fatica.
Si parte da Fontanazzo, piccola frazione di Mazzin a poco più di 1380 metri, e si risale quasi per intero la Val de Dona — una delle valli laterali meno frequentate di Fassa, ancora oggi ai margini dei grandi circuiti turistici.
Il sentiero 577 sale ripido nel bosco di abete e larice, poi sbuca nei prati aperti dove compare il piccolo Rifugio Val de Dona, incastonato tra pascoli verdi e cime dolomitiche. Da lì la valle si restringe, diventa più selvaggia, e il sentiero si fa roccioso mentre si guadagna quota verso il Passo di Dona a 2516 metri.
Oltre il passo si apre il mondo: il Vallon de Antermoa è un luogo fuori dal tempo, una conca di roccia grigia e cielo aperto dove l’acqua del lago di origine glaciale, uno dei più alti delle Dolomiti riflette le pareti verticali del Catinaccio.
Il Rifugio Antermoia sorge proprio sulle sue rive, a 2496 metri, con il silenzio e la qualità della cucina ladina a fare da contraltare alla fatica accumulata.
Un’escursione che si porta a casa come un ricordo preciso: ogni rampa ripida, ogni svolta del sentiero, ogni metro guadagnato ha il suo senso quando arrivi lassù.

PARTENZA

Fontanazzo (TN)

LUNGHEZZA A/R

21,5 chilometri

DISLIVELLO

1300 metri

GIRO AD ANELLO

Parziale ed evitabile

IMPEGNO

5/5

PANORAMA

5/5

TEMPO PREVISTO A/R

6-8 ore

FREQUENTAZIONE

3/5

PUNTI DI RISTORO

Bar e ristoranti a Fontanazzo · Rifugio Val de Dona · Rifugio Antermoia

COME ARRIVARE

Punto di Partenza

Percorrendo la Val di Fassa in direzione nord si supera Campitello e si raggiunge Fontanazzo, piccola frazione di Mazzin sul versante destro della valle. Alloggiando in zona hotel a Fontanazzo, la traccia GPS allegata parte da lì. Chi viene in giornata può parcheggiare più avanti, risparmiando qualche centinaio di metri sulla prima parte.

📍 Coordinate parcheggio: 46.470119, 11.728655
📍 Coordinate parcheggio alternativo: 46.469495, 11.727379


IL PERCORSO

Salita — sentiero 577

  • Dal parcheggio si imbocca Strada Dolomites verso la piccola Chiesa di Nostra Signora del Carmelo, poi si seguono le indicazioni per la Val de Dona. La strada diventa presto sterrata. Questo è il tratto più ripido dell’intera escursione: un dislivello sostenuto che sale deciso nel bosco di abeti, senza sconti.
    ATTENZIONE: la traccia GPS allegata permette di tagliare la prima parte del sentiero 577 per poi riprenderlo poco più avanti
  • Dopo circa 3 km dalla partenza, sulla destra si incontra l’imbocco del sentiero alternativo di discesa che permette di evitare il tratto più ripido al ritorno — tenetelo a mente per il rientro. Si prosegue seguendo il sentiero 577, ben segnalato lungo tutto il percorso.
  • La pendenza si addolcisce e ci si trova improvvisamente nella verdissima Val de Dona: prati larghi, il Rio di Dona che scorre sul fondovalle, e le prime baite di montagna che segnano il cambio di passo. Il Catinaccio inizia a fare capolino sopra la testata della valle. Si supera il Rifugio Val de Dona a circa 2100 metri — ottima prima sosta.
  • Poco oltre il rifugio, sulla destra si stacca il sentiero per il Passo delle Ciaresole (2282 m) e la Val Duron — ottima variante di discesa per chi ha ancora gambe e vuole allungare l’anello fino al Rifugio Micheluzzi. Si ignora la deviazione e si prosegue verso la testata della valle, ai vasti prati di Camerloi (2200 m).
  • Ora il verde lascia il posto alla roccia: il sentiero si fa più stretto e impegnativo salendo verso la testata della valle. La fatica inizia a farsi sentire ma il panorama ripaga abbondantemente. Si risale fino al Passo di Dona (2516 m), un valico sassoso con una vista a tutto tondo sul massiccio del Catinaccio e, alle spalle, sulla Valle di Fassa.
  • Svoltando a destra oltre il passo, in pochi minuti di discesa si sconfina nel Vallon de Antermoa: una conca rocciosa quasi lunare, priva di vegetazione, dove campeggia lo specchio d’acqua cristallino del lago. Il Rifugio Antermoia (2496 m) sorge pochi passi oltre, affacciato direttamente sulle rive.

Discesa — varianti

  • Rientro per lo stesso sentiero: l’opzione più semplice. Si ridiscende per il Passo di Dona, si rientra in Val de Dona e si ridiscende a Fontanazzo per il sentiero 577. Totale identico all’andata.
  • Variante bosco (+ ~2,5 km): la traccia GPS allegata prevede un giro leggermente più lungo che evita il tratto più ripido. In discesa, circa un chilometro dopo il Rifugio Val de Dona, si prende il sentiero a sinistra che prosegue nel bosco all’ombra. Con qualche saliscendi riporta a incrociare la strada di salita a circa un chilometro dalla Chiesa di Nostra Signora del Carmelo.
  • Variante Val Duron (per chi ha ancora gambe): scendendo dal Rifugio Antermoia per il Passo di Dona, si devia sul sentiero 578 verso il Passo delle Ciaresole (2282 m) e da lì si cala in Val Duron fino al Rifugio Micheluzzi (1860 m). Uscita a Campitello di Fassa e rientro dalla ciclabile o lungo il marciapiede.

COSA SI VEDE

Il panorama

Durante tutta la salita si ha la sensazione di essere nel centro geometrico delle Dolomiti: i gruppi del Sella e del Sassolungo dominano il versante opposto della Val di Fassa, i Monzoni segnano il confine a sud, e la sagoma della Marmolada appare nelle giornate limpide come una quinta inconfondibile. Il Catinaccio (Rosengarten) accompagna invece tutta la seconda parte della salita, sempre più vicino e imponente man mano che si guadagna quota.

Dal Passo di Dona la vista si allarga su entrambi i versanti: da un lato la Val de Dona con il fondovalle di Fassa, dall’altro il silenzioso Vallon de Antermoa con le sue pareti verticali e il lago nascosto nella conca.

Il Lago di Antermoia è uno dei laghi glaciali più suggestivi delle Dolomiti: di origine glaciale, incastonato in una conca di roccia grigia a quasi 2500 metri, mantiene l’acqua anche nei mesi estivi grazie alle sorgenti che scorrono in parte nel sottosuolo. Le pareti del Catinaccio che lo circondano chiudono la visuale come un anfiteatro naturale, creando un’atmosfera che ha poco a che fare col resto dell’escursione — quasi di abbandono del mondo ordinario.


NOTE PRATICHE

• Il sentiero è lungo e impegnativo ma non presenta tratti esposti o pericolosi. Serve buona preparazione fisica e scarpe da trekking adeguate.

• Il tratto più ripido è quello iniziale da Fontanazzo all’imbocco della Val de Dona: conviene affrontarlo nelle prime ore del mattino, quando è ancora fresco.

Acqua potabile non disponibile sul percorso

• La traccia GPS allegata parte dalla zona hotel di Fontanazzo: chi viene in auto trova parcheggi più comodi segnalati in testa all’articolo.

• Il Rifugio Val de Dona è aperto indicativamente dal 20 giugno al 20 settembre. Il Rifugio Antermoia ha apertura analoga. Verificare le date esatte prima di partire.

• Per la variante Val Duron verificare in anticipo gli orari dei bus di linea da Campitello a Fontanazzo (servizio Trentino Trasporti).

Attenzione al meteo perché l’escursione è molto lunga e il tempo in montagna cambia velocemente


MAPPA E TRACCIA GPS


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