Piramidi di Perca o Plata
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Piramidi di Perca o Plata

Le Piramidi di Terra di Plata sono uno dei monumenti naturali più particolari dell’Alto Adige: pinnacoli di argilla color ocra che si ergono nel bosco di conifere sopra Perca sorreggendo, quasi per magia, una roccia sulla propria cima. Una passeggiata breve e facilissima, eppure capace di lasciare il segno. Quello che colpisce davvero non è solo la forma bizzarra di queste torri che fanno pensare a funghi giganti o a guglie di una cattedrale in miniatura, ma sapere che sono ancora vive: la pioggia, il vento e il gelo le modellano di continuo, e le piramidi che vedete oggi non sono esattamente quelle di ieri. Un monumento che la natura non ha finito di costruire.

PARTENZA

Perca – Villa di Sopra (BZ)

LUNGHEZZA A/R

3,5 chilometri

DISLIVELLO

200 metri

GIRO AD ANELLO

No

IMPEGNO

1/5

PANORAMA

3/5

TEMPO PREVISTO A/R

1 ora

FREQUENTAZIONE

4/5

PUNTI DI RISTORO

Nessuno sul percorso

COME ARRIVARE

Punto di Partenza

Giunti a Perca, proprio di fronte agli impianti di risalita, si svolta in direzione Villa di Sopra. Superato il piccolo paese e un evidente tornante si trova il Parcheggio P2, ampio e a pagamento.

📍 Coordinate parcheggio: 46.812478, 12.005814

Chi preferisce non guidare può raggiungere la zona anche con la navetta da Perca, che ferma nei pressi del parcheggio.

Curiosità

Come si sono formate?

Le piramidi di terra si sono formate attraverso un processo erosivo lento e continuo, modellato dalla combinazione di precipitazioni, scioglimento nivale e azione del vento. Il materiale di partenza è una morena glaciale depositata durante le ultime glaciazioni, composta da un mix eterogeneo di argilla, sabbia e ciottoli.
Quando le acque piovane iniziano a scorrere sul terreno, erodono il materiale più fine intorno ai massi superficiali, che fungono da “cappello” protettivo per la colonna di terra sottostante.
Col tempo, dove non c’è protezione la superficie si abbassa, mentre sotto ogni masso rimane un pinnacolo sempre più alto e sottile. Il processo è continuo: le piramidi crescono, si affinano e alla fine crollano quando il masso sommitale perde l’equilibrio o quando la base diventa troppo esile per reggere il peso.


IL PERCORSO

Salita

  • Dal parcheggio P2 parte subito un ampio sentiero nel bosco. Il primo tratto è il più ripido dell’intera escursione — una breve rampa con gradini — poi la pendenza si addolcisce rapidamente.
  • Lungo il percorso si trovano dieci stazioni tematiche con pannelli informativi che raccontano la genesi delle piramidi e propongono piccoli giochi ai bambini. Meritano una lettura — anche per gli adulti.
  • Dopo circa 1,5 chilometri il sentiero sbuca su una strada asfaltata. Al bivio si gira a sinistra e, dopo 100 metri, al tornante, si imbocca il sentiero ben segnalato sulla destra.
  • Si arriva a un primo balcone panoramico — ma non fermatevi qui. Scendete qualche minuto lungo il sentiero per raggiungere i punti di osservazione migliori: da lì le piramidi si vedono dal basso verso l”alto in tutta la loro altezza, con le rocce in cima che sembrano sospese nel vuoto.

Discesa

  • Si rientra percorrendo lo stesso itinerario dell’andata.


NOTE PRATICHE

• La salita iniziale non è adatta al passeggino da trekking a causa dei gradini nel primo tratto.

Meta molto frequentata, soprattutto nei weekend estivi. Per godersi le piramidi con più tranquillità è meglio arrivare la mattina presto o in settimana.

• L’escursione è percorribile in tutte le stagioni. In inverno le piramidi si ricoprono di neve — uno spettacolo diverso ma altrettanto suggestivo.

• Chi vuole allungare la giornata può proseguire, oltre le piramidi, fino alla Malga Gönneralm (1.987 m): circa 600 m di dislivello totale e 3,5 ore di cammino in più, ma con panorama decisamente diverso.


MAPPA E TRACCIA GPS


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